La cura della democrazia in un tempo di emergenze PDF Stampa E-mail
Scritto da Delegazione Toscana   
Giovedì 28 Maggio 2009 20:13

Celebrare la festa della Repubblica è fare memoria dello sforzo straordinario di solidarietà e di unità per mezzo del quale l’Italia si è conquistata un posto rilevante tra le odierne democrazie.  
L’Azione Cattolica Toscana intende testimoniare il suo servizio al paese con un’attività formativa specifica, il Progetto Cittadinanza, che ha i suoi momenti di massima espressione nei Colloqui Pubblici annuali. In occasione del Colloquio di Pistoia – svoltosi il 29 Marzo 2009 – ha sviluppato una riflessione sullo stato della democrazia nel nostro Paese che vuole condividere con la comunità e con le istituzioni. Non c’è democrazia senza diritti e senza istituzioni che li garantiscano in ogni emergenza ed urgenza che attraversa la società civile. Infatti, per sua stessa natura, la democrazia è un sistema fragile e, nella situazione attuale, è sottoposta a derive involutive. Essa invece, per sostenersi, ha bisogno della partecipazione convinta di tutti, e di istituzioni che la rappresentino con coerenza e spirito di gratuito servizio. La vita democratica è affidata al confronto civile ed istituzionale, in modo che ognuno possa portare il proprio contributo, manifestare la propria identità, secondo una cultura della mediazione tra diversi in una società pluralista. Solo attraverso la cultura e la pratica del confronto e del dialogo, nel rispetto e nel reciproco riconoscimento, il Paese potrà camminare verso obiettivi sempre più alti di bene sperato, difendendo uguaglianza e libertà, perché “l’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà” (G.S. 17).
Educare ed educarci alla democrazia è segno del riconoscimento sul piano storico e sociale dei principi della nostra COSTITUZIONE, ma per i cattolici è anche fedeltà allo spirito e alla lettera del CONCILIO, che, con la sua permanente attualità, è sentiero da percorrere ogni giorno, nella ricerca degli strumenti e degli obiettivi per la nostra azione.
La democrazia trova nell’esperienza di fede un’alleata, perché entrambe partono da una comune premessa: l’esistenza della libera coscienza in ogni essere umano e la necessità di rispettarla. Fuori da questa premessa non c’è esperienza cristiana e non c’è esperienza democratica. La democrazia ha bisogno di attingere a fonti etiche che hanno nell’esperienza religiosa una loro sicura e naturale riserva.
Una nuova etica non può essere che solidaristica, in grado di eliminare scelte e comportamenti egoistici, distruttivi per la convivenza sociale e per le ricadute sui ceti più deboli. È solo con la democrazia che viene data la possibilità alle singole persone di costruire la propria esistenza a partire dagli autentici valori individuali, nel rispetto “della trascendente dignità della persona umana” (Benedetto XVI).

Firenze, 27/5/2009 - Comunicato stampa predisposto dalla Delegazione Toscana di AC in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno 2009

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Settembre 2010 10:15
 

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