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Io non sono degna, cioè, non merito.Non merito una reputazione scherzosa.Non merito di non essere presa sul serio.Non merito delle promesse che non vengono mantenute.Non merito di subire azioni di cui non conosco il disegno finaleIo NON sono DEGNA! Chi si oppone propone? Questa è una domanda che ci siamo fatti alla Mo.Ca di due anni fa e che, anche oggi, ci poniamo. Una domanda che ci sorge spontanea ogniqualvolta vediamo le grandi manifestazioni, seppur pacifiche, contro i provvedimenti del ministro di turno. Ieri la Moratti o Fioroni e oggi la Gelmini. Porsi questa domanda non vuol dire mettere alla gogna chi ha compiuto la scelta della piazza, ma solo cercare di verificarsi. Vorrei presentarvi alcuni miei amici. Sono dei tipi un po’ particolari ma interessanti, e anche se non li rivedrò più, non credo che potrò mai dimenticarli. Li ho conosciuti alla mensa della Caritas in piazza Giotto ad Arezzo. Si trovano sempre in giro per il centro ma prima di allora non me n’ero mai accorta: stanno nascosti, inosservati nella vita quotidiana, come tanti dettagli nello sfondo di un quadro, particolari trascurati e tralasciati, ma sempre presenti. Diceva Aristotele che le cose più evidenti, quelle che ti stanno davanti agli occhi, sono quelle che non riesci mai a vedere. Beh, uno dei primi che ho conosciuto, non senza un certo stupore, è Francesco: “Ehi è un po’ che non ti si vede in giro!” dice una volontaria, “Già… è che mi hanno appena rilasciato!”. Un’altra persona singolare sicuramente è Giacomo, un ometto sulla sessantina, che muta umore con la stessa velocità con cui cambia il vento, tanto allegro e sorridente, quanto aggressivo, che dice di vendere magliette per il Corso Italia; in effetti una volta io e il mio gruppo ce lo abbiamo trovato con il suo carretto - banchino, tanto entusiasta di vederci da volerci regalare una maglietta ognuno. “La Chiesa di San Donato Il volto della comunità ecclesiale in terra d’Arezzo all’inizio del Terzo Millennio”L’Arcivescovo Riccardo Fontana ha presentato oggi alla stampa la sua prima lettera pastorale diretta alla Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. Il documento riafferma il primato di Dio e la soprannaturalità della Chiesa. Esprime la fede in una comunità ecclesiale “bella e accogliente” al servizio della gente, in una realtà dove è necessario “favorire maggiore concordia”. Ai laici è chiesto di impegnarsi nella soluzione dei problemi relativi al bene comune, “alla Chiesa intera di invocare da Dio la grazia della conversione dei cuori, perché l’egoismo e l’autoreferenzialità, demoni del nostro tempo, siano ancora scacciati dalla nostra società”. Il piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva.Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d'occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull'acqua. Presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica.Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca. Non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano. Ama la vita così com'è.Amala pienamente, senza pretese;amala quando ti amanoo quando ti odiano,amala quando nessuno ti capisce,o quando tutti ti comprendono. Premessa A sette mesi dallo svolgimento, nella antica Cattedrale di S. Donato, del Convegno Ecclesiale “CARITAS IN VERITATE. Quali sfide per la chiesa aretina?”, il Consiglio Diocesano dell’Azione Cattolica di Arezzo-Cortona-Sansepolcro intende anzitutto ringraziare l’Arcivescovo Riccardo Fontana per questa provvidenziale occasione di presa di coscienza e di riflessione sulle nuove sfide poste alla chiesa diocesana dalla post-modernità. Se la per la comunità cristiana tali sfide si collocano anzitutto su un piano etico e religioso, non appaiono neppure trascurabili i bisogni attuali di un più vasto contesto sociale e civile fortemente provato - tra l’altro ma non solo - dalla crisi economica attuale. Celebrare la festa della Repubblica è fare memoria dello sforzo straordinario di solidarietà e di unità per mezzo del quale l’Italia si è conquistata un posto rilevante tra le odierne democrazie. L’Azione Cattolica Toscana intende testimoniare il suo servizio al paese con un’attività formativa specifica, il Progetto Cittadinanza, che ha i suoi momenti di massima espressione nei Colloqui Pubblici annuali. In occasione del Colloquio di Pistoia – svoltosi il 29 Marzo 2009 – ha sviluppato una riflessione sullo stato della democrazia nel nostro Paese che vuole condividere con la comunità e con le istituzioni. |

ora ne serve uno per la casa pia!! dai Isaaa...
