| Caro Ministro, Cari studenti... |
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| Scritto da Equipe Nazionale MSAC |
| Domenica 31 Ottobre 2010 09:12 |
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Chi si oppone propone? Questa è una domanda che ci siamo fatti alla Mo.Ca di due anni fa e che, anche oggi, ci poniamo. Una domanda che ci sorge spontanea ogniqualvolta vediamo le grandi manifestazioni, seppur pacifiche, contro i provvedimenti del ministro di turno. Ieri la Moratti o Fioroni e oggi la Gelmini. Porsi questa domanda non vuol dire mettere alla gogna chi ha compiuto la scelta della piazza, ma solo cercare di verificarsi. Durante l'ultima riunione del Forum delle associazioni maggiormente rappresentative presso il Miur, a fine settembre, si è verificata una scena poco dignitosa per tutte le parti in gioco. Tutti, ministro e studenti, abbiamo urlato troppo forte, abbiamo perso la pazienza, abbiamo smesso di ascoltare. Stavolta sono stati gli studenti a cominciare, sedutisi al tavolo già con la predeterminazione di alzarsi per andarsene appena il ministro avesse avuto la parola per rispondere alle loro domande. Erano i giorni che precedevano la grande manifestazione promossa da alcune associazioni studentesche per il 6 ottobre e quindi la tensione era molto forte. Queste associazioni hanno motivato il loro atteggiamento e la loro scelta di alzarsi dal tavolo prima della replica del ministro (proposito che purtroppo, è questo è stato un errore da loro stessi riconosciuto, avevano già pubblicizzato - alcune ore prima che la riunione cominciasse - tramite comunicato stampa per dare a tale gesto più risalto mediatico, pubblicità di cui effettivamente le manifestazioni hanno bisogno per aver risonanza e risultare efficaci a sollecitare l'opinione pubblica) spiegando che questa a loro pareva una scelta di coerenza nei confronti degli studenti che qualche giorno dopo sarebbero scesi in piazza per protestare contro la riforma. L'atteggiamento di protesta della piazza a parer loro andava riprodotto anche a quel tavolo. Gli studenti del MSAC, per quella che è la nostra esperienza, non possono condividere questa scelta. Pensiamo che proprio quegli studenti che scendono in piazza desidererebbero che i loro rappresentanti colloquiassero col Ministro. E che ogni situazione chiede un obbligo di coerenza con quello stile di dialogo e confronto democratico che è il pilastro della convivenza civile e del nostro ordinamento costituzionale. Non possiamo mai dimenticare le forme della democrazia, che sono inseparabili dal suo contenuto. Perciò, ferme restando le diverse posizioni, riteniamo che a quel tavolo bisognasse restar seduti e continuare a parlare. Tirando pure a far notte, se serviva. Ma non si dovrebbero mai abbandonare i tavoli della costruttività e del confronto. Costa fatica, ma qualcosa insieme si può costruire. Innanzitutto la fiducia e la stima, il che non è poco per dar peso alle reciproche ed opposte opinioni. Dopo questo episodio abbiamo scritto una lettera rivolta al ministro, alle altre associazioni studentesche e agli studenti di AC. Non volevamo fomentare ulteriori polemiche ma solo riportare i toni alla pacatezza, richiamare tutti alla coerenza, invitare sopratutto il Ministro a non trarre da questo episodio pretesto per continuare a non confrontarsi con gli studenti, come purtroppo finora ha fatto (ed è da questo punto di vista comprensibile la rabbia delle associazioni, ma non giustificabile). Su questa riforma nutriamo forti perplessità anche noi. Con questa lettera quindi non prendiamo posizione nel merito per gli uni o per gli altri, ma richiamiamo tutti, studenti, Ministro e noi compresi, all'attenzione al metodo, ad uno stile diverso, uno stile che ha sempre portato frutti e che è quello del dialogo. L'invito rivolto agli studenti di Ac a non scendere in piazza non va quindi letto come appoggio alle scelte fatte dal ministro. Ora, alla luce di questa breve introduzione, vi invitiamo a leggere con calma queste righe e a rifletterci sopra, sperando di poter leggere presto le vostre considerazioni (positive o negative, ma sempre motivate ed argomentate) perché solo con la partecipazione di tutti saremo sempre davvero "in movimento". Ecco il testo della lettera: On. Ministro Gelmini, ...dopo quanto accaduto la settimana scorsa durante l’ultima riunione del Forum delle Associazioni studentesche maggiormente rappresentative, sentiamo l’urgenza di esprimerLe i nostri sentimenti. Innanzitutto ci teniamo a ribadire il nostro dispiacere per come si sono svolti i lavori del tavolo, un esito al quale ha contribuito il comportamento di tutti noi. Capiamo la delusione e la sfiducia che deve aver provato dopo averci incontrato e per questo comprendiamo il motivo delle Sue affermazioni al termine della riunione (toni duri sono stati utilizzati da tutti). Le comprendiamo, ma rispettosamente ci permettiamo di non condividerle, continuando a sperare che tali dichiarazioni fossero solo frutto del clima di tensione che si era generato e che non intenda davvero perseguire il proposito annunciato di non voler più incontrarci, delegando alla struttura ministeriale il confronto con le associazioni studentesche e privando di fatto il tavolo della sua partecipazione. Riteniamo infatti che il Forum abbia bisogno più che mai di un confronto continuo e cadenzato con Lei, Ministro, e forse proprio i fatti di giovedì scorso lo hanno dimostrato. Immaginiamo che in questo momento ciò Le possa sembrare tempo perso, ma La sollecitiamo a continuare a convocare e a presenziare le nostre riunioni, perché è solo con la Sua presenza e con quella di tutte le diverse associazioni studentesche che il ritrovarsi insieme attorno al tavolo assume valore e significato. Rinnovi, Ministro, la fiducia nei nostri confronti e nelle altre associazioni, come già più volte ha dimostrato mettendoci a disposizione i tecnici del Ministero e portando avanti con noi, anche se a distanza, importanti progetti insieme, come il tavolo che sta lavorando alla proposta di una legge-quadro sul diritto allo studio. Deve credere in noi, Ministro, e soprattutto deve continuare ad incontrarci. Più di quanto, Suo malgrado, è stato fatto finora. Di più. Perché è solo incontrando gli studenti che potrà conoscerli e fidarsi di loro ed è solo incontrandoLa che noi potremo riuscire ad instaurare un rapporto di dialogo con Lei, fatto di stima reciproca, comprensione, rispetto, anche restando su posizioni diverse. Ci incontri, Ministro, e incontri le nostre associazioni, gli studenti delle scuole d’Italia. Accetti gli inviti ai nostri convegni, vada in giro per le scuole, magari nell’ambito di un progetto di visita alle regioni da curare insieme come tavolo delle associazione. Soprattutto non abbandoni il Forum, non abbandoni il dialogo con noi, perché è attraverso questi incontri, con noi come con i presidenti di Consulta, che potrà conoscere il volto partecipativo degli studenti italiani e potrà anche aiutarci a rigettare gli stereotipi che ci vedono come generazione senza progetti, senza costanza e senza responsabilità, capace solo di opporsi a tutto e a tutti. È vero, Ministro, le contestazioni ci sono sempre state, ma negli studenti c’è una voglia partecipativa ed una capacità propositiva che Lei, ci permetta la forza del verbo, deve darci la possibilità di poterLe dimostrare. Solo così si può formare una vera rete fra Ministro, Ministero e studenti. Le discussioni, anche quando accese, se condotte nel rispetto dei ruoli, delle istituzioni che Lei rappresenta e delle idee di tutti, potranno essere dimostrazione della nostra passione e cura per la scuola. Noi da parte nostra, ci impegniamo in questo senso; Lei, da parte Sua, ci dia ancora una volta fiducia. Se non a noi, agli studenti che rappresentiamo. È possibile, si può, si deve. Riteniamo infatti che la Sua proposta di incontrare d’ora in avanti le associazioni singolarmente non possa sostituire quel tavolo di confronto che anche noi abbiamo contribuito a fondare e che da più di 10 anni ci sentiamo di onorare. Per quanto ci riguarda ribadiamo la nostra disponibilità ad essere ponti e non muri, onde ricambiare quella fiducia accordataci nelle occasioni in cui siamo messi a confronto con gli uffici ministeriali e, in particolare, con l’Ufficio III della direzione generale per lo studente guidato dalla dott.ssa Giovanna Boda. Speriamo di poterci ritrovare al più presto, con Lei e con le altre associazioni, per poter riprende quel dialogo che giovedì, purtroppo, è venuto a mancare. Carissime associazioni che con noi condividete l’impegno al Forum, Per questo vorremmo dirci vicendevolmente che ci impegniamo a mantenere modi e toni più pacati e allo stesso tempo auspichiamo che, facendo tesoro di questa esperienza, in futuro non si presentino, mai più, situazioni simili. Mai più. Non solo per quest’anno, ma anche per il prossimo, per l’ottobre dopo e quello dopo ancora. La scelta che avete fatto, come speriamo abbiate potuto constatare voi stressi, si è dimostrata contropruducente. Il modo migliore per assicurarsi che qualcuno non ci dia ascolto è sbattergli in faccia la constatazione che non siamo disposti a repliche. Questo non ha dato autorità alle vostre pur condivisibili e documentate istanze e non ha dato autorità alla manifestazione nazionale che in questi giorni vi preparate a organizzare. La meta che tutti, e siamo più forti insieme, dobbiamo cercare di perseguire è il bene della scuola italiana, che vuol dire bene degli studenti e degli insegnanti. Per questo insieme dobbiamo concordare uno stile, una posizione nel rapportarci al Ministro. Il fatto che l’abbiano contestata le associazioni “solite” non l’ha disposta all’ascolto. Un documento condiviso, almeno per punti essenziali, se non da tutte almeno dalla maggior parte delle associazioni del Forum, accompagnato da un dossier di pareri delle sigle avrebbe forse avuto più incisività. È una via più faticosa, più lunga, ma va tentata. È un invito che rivolgiamo a tutte le associazioni, anche a quelle rimaste, alle quali chiediamo di recuperare tutti insieme quello spirito di confronto che solo può dar valore al nostro impegno di servizio agli studenti. Avremo sempre idee diverse, ma siamo in quel luogo per dimostrare che qualcosa insieme lo possiamo costruire. Lo dobbiamo agli studenti che rappresentiamo, che nel protagonismo studentesco ci credono, ed è il Forum il luogo in cui dimostriamo al Ministro che negli studenti si può scommettere. È una responsabilità che dovremo sempre essere capaci di onorare. Cari studenti di AC, cari msacchini, Cari studenti, |
| Ultimo aggiornamento Domenica 31 Ottobre 2010 09:24 |




ora ne serve uno per la casa pia!! dai Isaaa...
