Servizio in mensa
Gabriele, l'operatore della Caritas, ci ha accompagnate alla mensa sotto la Chiesa del Giotto. La sua presenza è stata per Isabel tranquillizzante: avere accanto persone come lui che lavorano già da tempo in questo tipo di realtà e sanno come affrontarla è molto importante. Anche Denise ha mantenuto la sua tranquillità. Ci siamo messe subito al lavoro e abbiamo conosciuto Loredana, Anna, Gabriella e Matteo e abbiamo incontrato una ragazza che già conoscevamo, Francesca. Prima dell'apertura della mensa si è presentata una coppia che dopo il battesimo del proprio figlio ha portato ciò che era avanzato del rinfresco e questo ci ha fatto capire che questa sarebbe una buona abitudine per tutti perché ciò che molti avrebbero buttato via è servito per sfamare molte persone.
Abbiamo notato come due paia di mani in più, anche se inesperte, possano essere di grande aiuto: il numero delle bocche da sfamare supera tranquillamente le 50 unità. Durante il pasto Denise era all'accoglienza e Isabel aiutava a servire, ed entrambe abbiamo notato come le persone che usufruivano di questo sevizio appartenessero a diverse realtà e fossero lì per diversi motivi: tossico-dipendenti che per risparmiare mangiavano alla mensa, anziani che cercavano compagnia condividendo un pasto oppure che preferivano dare i loro soldi ai nipoti; criminali rilasciati, alcoolizzati e disoccupati che non riescono ad essere autonomi economicamente. Anche la reazione all'aiuto che i volontari davano, era molteplice: alcuni di loro erano riconoscenti ed educati, altri scherzosi e socievoli, altri ostili verso gli altri e verso di noi; altri ancora eccessivamente pretenziosi mentre altri semplicemente immersi nei loro pensieri.
Alla fine abbiamo pulito e siamo tornate in seminario ragionando sulle realtà che abbiamo visto che non sono così scontate come ci aspettavamo.
Servizio al Thevenin
Fin dal primo momento siamo stati accolti col sorriso sia dalle suore che dagli operatori e dai ragazzi stessi. Entrando nel palazzone dalla finestra sul cortile i ragazzi si sono affacciati e senza sapere nemmeno chi fossimo ci hanno salutati senza problemi.
Arrivati siamo saliti in una sala con libri, un computer ed un tavolo. I bambini erano a giocare sul pavimento sotto la finestra, le ragazze più grandi si sono unite a noi in una piccola presentazione di chi siamo, che facciamo... Poi ci siamo divisi, Angelica e Mattia con i bimbi, Francesca, Gianmario e Valeria con i ragazzi un po’ più grandi. Tutto ci è stato dato in mano con piena fiducia e comunque con la disponibilità totale di aiuto. Con i ragazzi più grandi abbiamo giocato a machiavelli e siamo andati a farci una passeggiata in centro. Con i bambini siamo andati in centro e lì abbiamo giocato. La cosa che ci ha impressionati è che nonostante le difficoltà da loro vissute, si sente il respiro di una grande famiglia.
Oggi abbiamo visto e conosciuto per la prima volta questo posto e queste persone. Nei giorni futuri sapremo come e cosa fare per renderci maggiormente utili vedendo anche come con poche e semplici azioni si possono vivere grandi cose...
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