Se informi servi

L'Azione Cattolica diocesana, in collaborazione con la Caritas, dà il via al Campo di servizio, l'esperienza formativa per tutti i giovani dai 16 anni in su orientata al servizio degli altri ma che arricchisce anche sé stessi: per te e per gli altri.

La particolarità del campo di servizio è l'approccio di natura pratica dove i partecipanti, accompagnati dai responsabili, operano in prima persona negli àmbiti sociali indicati dalla Caritas. In questo modo, chi vi partecipa, ha la possibilità di concretizzare il servizio in un contesto sociale dove il prossimo si traduce nel disabile bisognoso non solo di cure fisiche (per quello ci sono già gli operatori) ma soprattutto di contatto umano. Il tempo impiegato per gli altri diventa così un momento di crescita e di approfondimento personale.

Tema di quest'anno è "Se informi servi": durante la settimana i partecipanti saranno chiamati a scrivere e a raccontare  quello che vivono su questo sito, con lo scopo di condividere questa loro esperienza con tutti. Anche questo è un servizio reso al prossimo: far sapere che esiste una realtà non sempre visibile e conosciuta ma che va sostenuta con il contributo di tutti.

Quello che segue è un piccolo diario di questa esperienza.



Il primo giorno PDF Stampa E-mail
Scritto da Valeria Nencini   
Lunedì 31 Agosto 2009 16:46

Servizio in mensa

Gabriele, l'operatore della Caritas, ci ha accompagnate alla mensa sotto la Chiesa del Giotto. La sua presenza è stata per Isabel tranquillizzante: avere accanto persone come lui che lavorano già da tempo in questo tipo di realtà e sanno come affrontarla è molto importante.
Anche Denise ha mantenuto la sua tranquillità. Ci siamo messe subito al lavoro e abbiamo  conosciuto Loredana, Anna, Gabriella e Matteo e abbiamo incontrato una ragazza che già conoscevamo, Francesca.
Prima dell'apertura della mensa si è presentata una coppia che dopo il battesimo del proprio figlio ha portato ciò che era avanzato del rinfresco e questo ci ha fatto capire che questa sarebbe una buona abitudine per tutti perché ciò che molti avrebbero buttato via è servito per sfamare molte persone.

Abbiamo notato come due paia di mani in più, anche se inesperte, possano essere di grande aiuto: il numero delle bocche da sfamare supera tranquillamente le 50 unità.
Durante il pasto Denise era all'accoglienza e Isabel aiutava a servire, ed entrambe abbiamo notato come le persone che usufruivano di questo sevizio appartenessero a diverse realtà e fossero lì per diversi motivi: tossico-dipendenti che per risparmiare mangiavano alla mensa, anziani che cercavano compagnia condividendo un pasto oppure che preferivano dare i loro soldi ai nipoti; criminali rilasciati, alcoolizzati e disoccupati che non riescono ad essere autonomi economicamente.
Anche la reazione all'aiuto che i volontari davano, era molteplice: alcuni di loro erano riconoscenti ed educati, altri scherzosi e socievoli, altri ostili verso gli altri e verso di noi; altri ancora eccessivamente pretenziosi mentre altri semplicemente immersi nei loro pensieri.

Alla fine abbiamo pulito e siamo tornate in seminario ragionando sulle realtà che abbiamo visto che non sono così scontate come ci aspettavamo.

Servizio al Thevenin

Fin dal primo momento siamo stati accolti col sorriso sia dalle suore che dagli operatori e dai ragazzi stessi.
Entrando nel palazzone dalla finestra sul cortile i ragazzi si sono affacciati e senza sapere nemmeno chi fossimo ci hanno salutati senza problemi.

Arrivati siamo saliti in una sala con libri, un computer ed un tavolo. I bambini erano a giocare sul pavimento sotto la finestra, le ragazze più grandi si sono unite a noi in una piccola presentazione di chi siamo, che facciamo... Poi ci siamo divisi, Angelica e Mattia con i bimbi, Francesca, Gianmario e Valeria con i ragazzi un po’ più grandi.
Tutto ci è stato dato in mano con piena fiducia e comunque con la disponibilità totale di aiuto. Con i ragazzi più grandi abbiamo giocato a machiavelli e siamo andati a farci una passeggiata in centro. Con i bambini siamo andati in centro e lì abbiamo giocato.
La cosa che ci ha impressionati è che nonostante le difficoltà da loro vissute, si sente il respiro di una grande famiglia.

Oggi abbiamo visto e conosciuto per la prima volta questo posto e queste persone. Nei giorni futuri sapremo come e cosa fare per renderci maggiormente utili vedendo anche come con poche e semplici azioni si possono vivere grandi cose...

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 14:17
 
Il giorno dopo... alla Mensa PDF Stampa E-mail
Scritto da Denise e Isabel   
Martedì 01 Settembre 2009 16:54

Oggi siamo arrivate prima al servizio e abbiamo trovato la cuoca del giorno, che aveva già preparato le posate e i vassoi. Ci siamo messe a parlare con lei e dopo abbiamo apparecchiato.
Arrivati, Matteo e Loredana ci hanno raccontato le storie di alcune delle persone che si servono della mensa.
Dopodiché abbiamo svolto il servizio con gli stessi ruoli di ieri e malgrado il numero di disagiato fosse lo stesso e noi fossimo di meno, abbiamo tutti lavorato meno freneticamente. Abbiamo ripulito e siamo usciti dalla mensa alle 14.

In Piazza Giotto abbiamo incontrato due gruppi di persone che da poco avevano lasciato la mensa, uno dei quali con un cagnolino.
Isabel voleva deviare per scarsa fiducia verso di loro, Denise invece, senza nemmeno pensarci, si è fiondata in quella direzione.
Ci siamo messe a parlare con il gruppo con il cane e dopo un po’ uno di loro ha iniziato a chiedere ai passanti se avevano una sigaretta. Isabel ad un certo punto, ha notato che la gente che passava, alla richiesta del ragazzo rispondeva in modo impaurito e per lei è stato molto strano perché prima di quest'incontro, in una situazione simile, avrebbe reagito allo stesso modo: nella loro espressione rivedeva la sua stessa faccia tutte quelle volte che qualcuno l'aveva fermata per strada.

Parlando con questi ragazzi abbiamo intuito la storia che potevano avere dietro; Isabel si è accorta che non sono così diversi dalle persone "normali" ma che la loro vita particolare è dovuta più che altro a scelte sbagliate accompagnate probabilmente da sfortuna.
Entrambe abbiamo osservato con quanto affetto si prendevano cura del cane e abbiamo pensato che queste persone hanno tanto amore da donare, ma nessuno a cui darlo data la differenza eccessiva delle persone che si trovano attorno.

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 14:17
 
Il giorno dopo... al Thevenin PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelica, Francesca, Gianmario, Mattia e Valeria   
Martedì 01 Settembre 2009 17:01

Oggi ci siamo divisi i compiti: Gianmario e Angelica sono andati a studiare con le due ragazze più grandi, mentre noi altri siamo rimasti con i piccoli.

Con giochi semplici ci siamo divertiti e abbiamo passato il tempo: una conta cantata, il gioco della centrale elettrica, strega impalata... Finiti i compiti ci siamo tutti riuniti e siamo andati al Prato. Là siamo rimasti fino all'ora di pranzo giocando con le altalene e lo scivolo.
La cosa che sempre più ci sorprende è la voglia di far sì che tutti partecipino, l'attenzione a che tutti condividano sia i giochi materiali che le esperienze stesse.

Ed ecco il pranzo, con il richiamo della suora che ci dice che "è pronto", tutti accorriamo nel refettorio.
Un po’ di crisi iniziale per capire il posto a tavola, poi ognuno si alza e va a prendere da mangiare.
La cosa che un po’ ci stona è il fatto che quando si inizia a mangiare non c'è un momento comune: essere tutti e unirsi in una breve preghiera.

Quello che ci piace di più sono i sorrisi e le chiacchiere sconclusionate dei piccoli.

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 14:18
 
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