“Il più grande Spettacolo”, festa regionale ACR

Volantino regionale Arezzo

 

E dopo i “provini” durante tutto questo anno, ci siamo orami. E’ arrivato il momento, è giunto LO SPETTACOLO! Ci siamo tanto interrogati su quale fosse il motivo di questi provini che adeso potremo finalmente vedere e avere la risposta tra le mani, o meglio.. davanti agli occhi! Si perché questo anno il 12 MAGGIO a LOPPIANO si terrà la festa degli incontri, uno degli appuntamenti che scandiscono il nostro cammino invernale. Perchè a Loppiano? Ma perchè non ci saremo solamente noi di Arezzo, ma sarà un momento di festa che condivideremo con tutta la regione Toscana e tutti i ragazzi dell’ACR delle altre diocesi!

Ma cosa ci spinge a ritrovarci insieme? Beh.. per anticipare qualcosa di quello che capiremo il 12 Maggio.. è la fede! Ragazzi pensateci: abbiamo fatto un video e abbiamo lavorato su che grande spettacolo sia l’ACR, ma l’ACR ha il suo fondamento nella fede, in Cristo che ci fa da guida, che è appunto quell’Autore che ci fa anche un pò da regista, ci da le occasioni, ci chiede di metterci in gioco.. E’ la fiducia in lui allora il motivo per cui faremo questo momento di festa e di spettacolo e celebreremo proprio questa grande scoperta anche con una CACCIA AL TESORO!

Quindi vi do alcune indicazioni generiche per gli orari della giornata:

-0re 8,30 ritrovo allo Stadio di Arezzo per prendere assieme il pulman con cui andremo a Loppiano (abbiamo posti limitati, quindi iscrivetevi!)

-ore 9,30 arrivi, accoglienza e CACCIA AL TESORO (1parte)

-ore 12,00  Messa e pranzo

-ore 14,00 CACCIA AL TESORO (2parte) e Spettacolo (dove per altro vedremo il video che abbiamo realizzato con i ragazzi dei nostri gruppi)

-ore 16,30 Saluti e ritorno a casa

Dunque non vi resta che iscrivervi alla giornata!! Per farlo basta chiamare il numero FREQUENZA ACR 3332089585 ore pasti (12-14 e 19-21) per prenotare il posto sul pulman entro il 31 APRILE. Il costo della giornata sarà di 10 euro. Diamo inizio allo spettacolo!!!

Si chiamerà Francesco

Rosario Carello, conduttore di “A sua immagine” ha così commentato in questi giorni il gesto del nostro Papa, Benedetto XVI e ha anche dato la sua personale visione di ciò che potrebbe essere il futuro della Chiesa da qui a breve. Parole che a mio avviso contengono un messaggio forte, limpido e soprattutto che ci fanno capire quanto Benedetto XVI ci abbia insegnato in questi anni e ancora più adesso, non solo nel suo ruolo di insegnate e teologo, ma ancora di più nel suo ruolo di fedele di Cristo. 

<<Il prossimo Papa si chiamerà Francesco. Avrà quel vigore del corpo e dell’animo che Joseph Ratzinger dice di non avere più. Il prossimo Papa custodirà attentamente la voce di Dio che gli parlerà con solo sei parole: «Va’ e ripara la mia chiesa!». Il prossimo Papa si affaccerà su piazza San Pietro conoscendo a memoria l’urlo di Ratzinger: «Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui» (2005). «Purtroppo il “mordere e divorare” esiste anche oggi nella Chiesa» (2009). «Abbiamo visto che la nave della Chiesa sta navigando anche con vento contrario e abbiamo pensato: “Il Signore dorme e ci ha dimenticato?» (2012).
Il prossimo Papa avrà una devozione, se l’espressione si può usare nei rapporti umani, per il suo predecessore. Spezzerà con la durezza dello sguardo i consigli curiali di chi vorrebbe convincerlo che sia bene convincere l’Emerito a lasciare il Vaticano. Il prossimo Papa saprà che la sua vera banca non è lo Ior ma proprio l’Emerito, cuore orante nel cuore pulsante del Vaticano (ricordate S. Teresa di Lisieux?). Il prossimo Papa chiederà a Ratzinger consigli, sperimentando con questa diarchia dei fatti un embrione di collegialità del papato, che poi certamente evolverà in forme più complesse, come tutti hanno sempre invocato, ma diciamo la verità, non sapevamo nemmeno da dove cominciare. Il prossimo Papa riformerà la Curia? Sì, per non esserne riformato. Saprà che è «affaticata e stanca», perché lo ha detto Ratzinger, ma lo capirà da solo e subito. Il prossimo Papa sarà più libero di Ratzinger perché Ratzinger si è già preso, come un parafulmine, il peso di tutti i paragoni e i paralleli possibili con il carisma personale di Wojtyla. Il (un) prossimo Papa non sarà europeo ma, al contrario di quello che scrivono gli apocalittici, non sarà una tragedia ma una fortuna per la Chiesa e per il mondo. L’Europa è terra stanca, esaurita, abbisogna di riposo, di rigenerazione, di essere nuovamente fecondata. L’Europa è terra di missione, non più di missionari.
Il (un) prossimo Papa, non europeo, darà la sveglia a questo continente che ha tutti gli indici (spirituali, culturali, morali, politici, economici, demografici) in crisi.
Il prossimo Papa si chiamerà Francesco. Ma potrebbe anche chiamarsi Francesco Joseph, col nome di battesimo del predecessore, unico padre della Chiesa vivente. Che non ha fatto un passo indietro ma un passo accanto.>>

Maturi nella Fede?

Sulla scia degli ultimi incontri che abbiamo vissuto, vogliamo soffermarci a riflettere sulla maturità della nostra fede. L’invito ad andare “a due a due” che Gesù ci ha lasciato non può essere sufficiente se non è accompagnato da una crescita nella nostra fede che ci renda ADULTI non solo anagraficamente ma anche in modo efficace come testimoni credibili e veri. Per questo vogliamo riflettere sul quarto capitolo della lettera pastorale del nostro Arcivescovo Riccardo Fontana alla ricerca di ciò che davvero ci rende “maturi” e utilizzeremo altresì il Progetto Formativo “Perchè sia formato in voi” alla ricerca della nostra regola di vita e di evidenziare le difficoltà che comporta il “crescere”. Vi aspettiamo all’incontro che si terrà a Pescaiola, il 16 Dicembre ore 17 circa e intanto vi chiediamo… siamo davvero “maturi nella fede”?